Questa mattina, quasi casualmente, mi sono imbattuto in un articolo molto particolare su moto.it. L’articolo spiega che negli USA la parola ENDURO sparirà dal dizionario motociclistico di casa BMW. Il motivo? Leggetelo qui.
Tra motociclisti spesso si fa a gara a chi è più fico. C’è quello che sta con il ginocchio a terra in città, quello che fa le pinne appena scatta il semaforo e quelli che inchiodano con l’anteriore per far alzare il posteriore e fermarsi al semaforo come equilibristi spericolati. Ci sono quelli che fanno sorpassi al limite del margine della strada e quelli che ti passano a destra tutto spiano zizzagando come matti. Nonostante tutto questo, negli ultimi dodici mesi, ho avuto modo di raccogliere delle cose che, personalmente, trovo assolutamente senza senso e rendono il motociclista un “pessimo motociclista”.Con molta autocritica vi consiglio di valutare se assumete questi comportamenti e, nel qual caso, vi consiglio di sforzarvi a correggerli. Leggete quali sono i peggiori…
“Ecco, magari non ci allarghiamo” diranno i più esperti ma, vi assicuro, con qualche piccolo accorgimento, sarà facile montare la maggiorparte degli strumenti: dal navigatore ai faretti. Qualche tempo fa ho maturato l’intenzione di acquistare dei faretti per il mio BMW. Dallo schema di montaggio si è evidenziata la necessità di connettere un cavo ad un polo positivo sotto chiave. Niente di complicato. In dotazione fornivano un ruba corrente. Lasciate che vi dica che cosa è.
La sostituzione del motorino di avviamento non è assolutamente uguale a come viene descritta nel manuale d’officina. Ne abbiamo parlato in questo articolo. Ebbene, i tecnici BMW hanno montato il pezzo sostitutivo faticando non poco. Così, avendo riportato il vecchio motorino, ho deciso di aprirlo e di fare qualche foto. Forse a qualcuno può tornare utile. Lasciate però che vi spieghi cosa è successo.
Due settimane fa il BMW F800 GS ha cominciato ad avere problemi di accensione. Inutile dirvi, per chi ha seguito questo sito, che ho rivissuto lo spettro del problema elettrico che aveva afflitto la mia due ruote. In realtà, in questo caso, il problema è il motorino di avviamento e, come da titolo, al momento l’unico modo che ho per aiutare il GS a partire, è prendendolo a martellate. Ora vi spiego tutto e vi fornisco un rimedio utile per distinguere questo problema da quello della batteria.
Quando si parla di incidenti bisogna stare verametne molto attenti a ciò che si dice. Premetto che io non sono nè un medico, nè un autorizzato al primo soccorso però, come molti motociclisti, ho assistito a scene di incidenti e ho imparato qualcosa che penso possa tornare utile e voglio condividere queste semplici conoscenze con voi. Leggete qui, può tornarvi veramente utile.
Questa mattina un quotidiano mostrava una notizia che, assieme ai provvedimenti di cui s è parlato nei giorni scorsi, va ad inserirsi nel progetto di messa in sicurezza delle strade italiane. Il provvedimento è già attivo e ha già le prime “vittime” (per fortuna considerando i soggetti). La strada? La Pontina ovviamente. Leggete qui.
Essendo sviluppatore, ho avuto il privilegio di accedere con molto anticipo alla nuova versione del sistema operativo dell’iPhone (iOS 8). Voi direte, sei impazzito? Questo è un sito per motociclisti! Sì, lo so, è mio…lo so bene. Il punto è che nel nuovo sistema operativo esiste un’importante funzione che vi permetterà di creare una cartella clinica con tanto di allergie, condizioni mediche particolari, gruppo sanguigno e contatti di emergenza da chiamare in caso di necessità. Leggete come di seguito.
Il Gruppo Romano del Moto Club Polizia di Stato organizzerà, nella notte tra il 20 ed il 21 settembre 2014, il V Motoraduno Nazionale denominato Rome Night Run. L’evento, iscritto al Calendario Turismo della Federazione Italiana Moto come Motoincontro d’Eccellenza per la stagione 2014 ed organizzato per festeggiare la chiusura della stagione motociclistica estiva, si propone, anche quest’anno, di raccogliere fondi da destinare al Piano Cronici “Marco Valerio”, curato dal Fondo di Assistenza per il Personale della Polizia di Stato, cui andrà parte della quota di iscrizione. Leggete le informazioni di seguito!
Nons o se avete mai assistitito al momento in cui una donna deve cambiare parrucchiere. Generalmente c’è una profonda crisi a cui, di seguito, sopraggiunge una sensazione di terrore dovuta al possibile risultato disastroso. Ebbene, per molti motociclisti cambiare meccanico è come cambiare parrucchiere per una donna, se non peggio considerando che i capelli ricrescono e le parti della moto costano care. Su motli siti si legge come effettuare una buona manutenzione ma nessuno (o quasi) si intrattiene su come si sceglie un buon meccanico. Sembra che sia tutto lasciato al caso ma credetemi, non è così. Niente è casuale e ora vi spiego perchè.
Alessio non finirà mai di stupirmi. Alex è un lettore del sito che mi segue dai tempi del blog. Una persona cordiale e davvero piacevole. Bene, Alex è riuscito a convertire il percorso ufficiale dell’Eroica (pubblicato sul loro sito), in formato Garmin e ha notato, sovrapponendolo al mio, che c’erano profonde differenze. Ha fatto un lavoro veramente interessante e preciso (parliamo di un percorso da oltre 700 punti). Bene, Alessio mi ha scritto una mail allegando il file in formato GPX. Ho già provveduto a sostituire il file precedente con questo nuovo superando i 700 punti iniziali. Vi rimando all’articolo che avevo scritto per l’Eroica e vi rimetto qui sotto il file.
Alessio…GRAZIE!!!!
Questa mattina ho portato la U.S.S. Explorer a fare il tagliando dei 50.000 Km. Ovviamente, non essendomi trovato bene con la sede di Roma, mi sono recato a quella di Viterbo. Ho deciso di scrivere questo post per darvi i dettagli circa gli interventi, i costi e gli interventi extra. Ora vi racconto…
Ed è impossibile non ammirare l’impresa che Francesco Ristori, ragazzo italiano amante delle due ruote, ha quasi portato a compimento. La vedete voi stessi disegnata sulla cartina: ITALIA – GIAPPONE in moto ma detta così, credetemi, è riduttivo. Francesco ha, letteralmente, attraversato territori e civiltà regalandoci emozioni e racconti a dir poco avvincenti.
Forse alcuni di voi la conosceranno, per me è stata una scoperta. Si chiama EROICA ed è una strada di oltre 200 Km che attraversa la Toscana regalando degli scorci meravigliosi a ciclisti e motociclisti. Leggete qui…
A seguito del mio ritorno dalla Francia, molte persone mi hanno chiesto come si organizza un viaggio in moto perchè, nello specifico, volevano sapere quali fossero le caratteristiche di questa tipologia di viaggio e quali fossero i rischi ed i benefici. Ho deciso di scrivere questa breve guida per aiutare chiunque volesse tentare un approccio itinerante con una due ruote.
Lasciate che vi dia un po’ di dati su questo viaggio, l’itinerario pulito e qualche ringraziamento. Innanzitutto vorrei ringraziare la mia famiglia che mi ha supportato nell’impresa. Tutti, nessuno escluso. È bello sapere che ci sono persone disposte ad appoggiare le tue idee anche se possono apparire folli. Vorrei ringraziare coloro che hanno supportato l’impresa con messaggini e auguri vari. Grazie, sono stati molto apprezzati, davvero. Questa mattina a Varazze pioveva e tirava un vento che faceva sbattere le porte dell’alberghetto in cui alloggiavo. Rimasi circa un’ora a fissare le valigie nella penombra fino a quando, inesorabile come la morte, il tempo non fece suonare la sveglia. Ciò che è accaduto dopo racchiude un piccolo aneddoto oltre che le statistiche del viaggio. Leggete cosa è successo.
Ed eccoci rientrati in Italia dopo sei ore e mezzo di viaggio, meno traffico rispetto l’andata (ma comunque bello intenso) e una piccola avventura avuta in un locale. Ora vi racconto.
Ero incerto se scrivere questo post poi, leggendo un commento di Alessio (lettore e motociclista), mi sono convinto. Vorrei tentare di spiegare perchè fare questo tipo di viaggi, perchè farli in moto, perchè farli da soli, perchè avventurarsi in prove più o meno estreme e vorrei cercare di spiegarvelo a parole semplici perchè, secondo me, lo avete solo dimenticato. Anche io ho avuto la macchina. Lasciate perdere, sgombrate la mente, i due mezzi non possono essere paragonati e non per un concetto di “meglio/peggio”, fidatevi, sgombrate la mente e leggete quello che segue. Vorrei dedicare questo post ai cugini Stefano ed Alessandro che hanno paventato, almeno una volta, l’idea di prendere una moto.
Comunque non immaginate la fame che ho avuto questo pomeriggio. Sono dovuto correre ad un benzinaio qui vicino che vendeva anche snack e compagnia bella a comprare due schifezze prima della cena di questa sera. Mi tremavano le mani. Domani sera, quanto è vero Dio, mi sparo un piatto di pasta al pesto o di psta con le vongole (che me la sto sognando da tre giorni ormai). Allora, come preannunciato domani torno in Italia e lo farò rinunciando all’autostrada. Percorso di durata pari a 6 ore (come all’andata) con l’augurio che essendo lunedì e non martedì, San Remo mi lasci circolare con calma. Il meteo prevede tempo incerto ma non dovrebbero esserci precipitazioni. Staremo a vedere. Restate sintonizzati.
C’è una cosa che non ho raccontato nel precedente post. Non penso che molti ne capiranno il senso ma diciamo che questo viaggio è stato pieno di ricordi, simboli e pensieri molto positivi e molto intensi (anche durante la grandinata). Quando ero sulla DN7 ero veramente stanco, credetemi. La stanchezza non è solo il sonno. È sentire il tuo corpo che vuole andare da una parte e la mente che sembra un cane che ha visto il frisbee e vorrebbe continuare ad oltranza. A seconda di che tipo di persona siete, potrete ritrovarvia scegliere sempre il frisbee (e pagherete consciamente questa scelta). Comunque, quando ho rimesso il casco e ho riattivato la centralina di comunicazione, in cuffia è entrato qualcosa che mi ha fatto sorridere.
Il viaggio è quasi finito e pensavo che fare la strada al ritorno non avrebbe mostrato sorprese e invece qualcuna c’è stata. Ora vi racconto…
RAGAZZI MI SCUSO CON TUTTI (Alessio soprattutto con te) perchè solo oggi mi sono arrivate le notifiche dei commenti che mi avete mandato e solo oggi ho potuto pubblicarli e risponderli. Scusatemi ma non è dipeso da me. Comunque questo problema non dovrebbe più verificarsi se tutto va bene! Ho pubblicato tutto e ho risposto a molti. Grazie per il vostro affetto.
Ale a te ho dato una risposta più esaustiva ma per qualsiasi tipo di informazione sono qui. Per quanto riguarda l’itinerario, non ci crederai, ma lo sto registrando proprio per alcune persone tra cui ci sei te.
Siamo quasi alla fine di questo meraviglioso viaggio, domani dovrò tornare a Cannes. All’andata ho incontrato quella grandinata che ha quasi compromesso la mia salute (e quella del GS) ma per domani è previsto bel tempo. Il viaggio dovrebbe durare all’incirca 4 ore (250 Km). Ancora una volta prenderò la zona del Frejus avendo cura di fare il viaggio con maggiore calma non avendo mete particolari da vedere. A proposito del meteo: qui in Francia si stanno alternando perturbazioni di varia intensità che dovrebbero scontrarsi con l’Italia proprio martedì: il giorno del mio ritorno a Roma. Ciò nonostante non dovrei incontrare pioggia considerando che il limite delle precipitazioni è Genova. Sono piuttosto tranquillo al riguardo.
A domani!
Quella di oggi è un’avventura che è durata quasi sei ore. Sono successe piccole avventure davvero emozionanti e vi invito a leggere il resoconto perchè ci sono anche dei consigli su luoghi da vedere. Ora vi racconto cosa è successo.
Ed eccoci arrivati al momento più importante del viaggio: l’ultimo giorno di permanenza a Carcassonne, il giro di boa dopo il quale inizia il ritorno in Italia ma, soprattutto, il giorno in cui si raggiungeranno due mete importanti: Col de Belein e Rennes Le Chateau. Vi racconto come è andata.
Essenzialmente questo posto non lo conosce quasi nessuno. Non so neanche se è raggiungibile con le due ruote. Si trova al centro del Parco Regionale Naturale dei Pirenei Aragonesi. La stima di Google Maps è ottimista, io ci metto altri 10 minuti in più, niente di che ma ho forti dubbi sulla capacità di raggiungere il punto che ho individuato. Vi spiego in breve perchè.
Non riuscendo a stare troppo fermo, ho puntato il dito sulla mappa (ma solo dopo aver trovato un distributore che, fortunatamente, è dietro l’albergo). Il dito è caduto su Carcassonne ma non sulla città principale (molto più estesa di Arles), bensì sulla vera Carcassonne…quella medioevale. Eccovi il racconto delle mie impressioni e le foto.
Questa mattina ho raggiunto l’ultima tappa del mio viaggio: Carcassonne. Sono a poche ore dalla Spagna, in mezzo alla famosa Provenza. Lasciate però che vi illustri cosa è successo questa mattina.
Alcune volte lascio brevi aggiornamenti su Facebook. Per chi non lo avesse niente paura. Potete leggere le novità andano più in basso con la pagina e sul lato destro vi comparirà il modulo “Aggiornamenti da Facebook” che raccoglie sia le notizie pubblicate qui, sia quei brevi status che generalmente lascio solo lì.
Dopo aver preso possesso della stanza mi sono rilassato qualche minuto e sono uscito. Il modo migliore per visitare una città straniera è perdercisi dentro e quindi ho imboccato una decina di strade a caso e poi ho cominciato a guardarmi intorno. Arles è stupenda, non c’è che dire. Un piccolo ma intenso polo culturale. Ora vi spiego perchè….
Raccontarvi cosa è successo oggi in poche righe è impossibile. È stata davvero dura ma anche questa è stata un’esperienza. Attualmente sono ad Arles, in albergo. Tra qualche ora inizierò il mio giro turistico per la cittadina. Questa mattina, dopo il the di cui ho accennato su Facebook, sono partito guardando il cielo ed essendo molto dubbioso sul tempo. La situazione, in realtà, è migliorata sulla stupenda DN7 che, grazie al consiglio di Antonio, mi ha regalato dei paesaggi superlativi, ma ciò che è successo questa mattina mi ha messo a dura prova.
Un amico questa sera mi ha contattato inviandomi un link. Si tratta del link al video di presentazione del nuovo casco SKULLY AR-1 della SkullySystems (http://www.skullysystems.com). Voglio prendermi qualche minuto di tempo, prima di andare a letto, per recensire un pochino questo prodotto e parlarne con voi.
Ebbene sì, uno degli aspetti più intriganti del secondo giorno è l’Hotel Campanile a Mandelieu Napoule. Si tratta di un piccolo albergo situato all’interno di un aerodromo. A differenza di ciò che si pensa è molto silenzioso e ha tutti i confort. La cosa interessante è che le stanze sono raggiungibili leggendo la segnaletica come se fosse una pista. Se sbagli a leggere imbocchi la strada per un hangar! Il tutto è ovviamente immerso nella natura!
Sono le 3 del mattino. Non riesco a dormire. Non so di preciso perchè ma tutte le volte che chiudo gli occhi vedo pezzi di questo viaggio o penso a ciò che ho lasciato indietro. Molte persone che conosco stanno “cambiando vita”. È una scelta importante e probabilmente questo mi fa riflettere. Ad ogni modo, ho dormito dalle 17 alle 23 di ieri. Era una stanchezza strana e non ho potuto fare a meno di mettermi a letto e chiudere “per un momento” gli occhi. A parte un po’ di tensione cervicale sto alla grande. Ne ho approfittato per fare un minimo di ulteriori pianificazioni sul percorso. Conto di mettermi in marcia al più tardi per le 8:30.
Sto combattendo contro gli orari “strani” degli esercizi commerciali. A Cogoleto non c’è un supermercato che faccia orario continuato (e questo può anche starci) ma molti alimentari il pomeriggio aprono dalle 17:00 alle 19:00 (alla faccia della crisi). Non mi resta altro che impiegare queste ore per distrarmi dalla fame. Sto effettuando alcuni controlli sul tragitto di domani e c’è qualcosa di strano. Un navigatore conferma le 5h 20m per 200 Km. Un altro dice 6h 10m sempre per 200Km…qualcosa non torna. La mia intenzione non è vedere Cannes. La mia intenzione è vedere la Costa Azzurra e quindi propenderò quasi sicuramente per la strada interna. Nel frattempo il GS sembra oscillare tra i 23/25 Km a litro che, tutto sommato, non è male per me. Questo significherà passare l’intera giornata in moto (tutta la mattina e buona parte del pomeriggio) ma non è che la cosa mi preoccupi più di tanto. Vedremo gli esiti.
Talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.
Giorgio Faletti, Fuori da un evidente destino, 2006
Mancano meno di 20 ore alla partenza. Questa mattina mi sono alzato e ho cercato di dare forma alle valigie, sono riuscito a mettere tutto al suo posto. Questa sera le caricherò sulla moto prima di riportarla in garage cosicchè domani mattina debba solo vestirmi, accendere il motore e partire. La partenza è pianificata alle 5:30-5:45 del mattino. Impiegherò circa 5h 30m per arrivare a Varazze, scriverò da lì.
L’ansia c’è, su questo non c’è dubbio ma è presente anche una notevole voglia di curiosità che, ieri sera, mi ha fatto modificare ulteriormente il percorso. Ho portato tutto ciò che serve per affrontare al meglio questo viaggio ma penso sia inutile farvi una lista (non vorrete mica sapere quante paia di boxer ho con me). Invece penso vi possa interessare la dotazione tecnica.
Ho deciso di creare un piccolo sistema che consente a chiunque abbia una moto, o viaggi su una moto, di inserire i dati di viaggio in modo che possano essere memorizzati e mantenuti in una banca dati esterna. Siccome odio lo SPAM, potete stare tranquilli perchè i vostri dati non verranno MAI DIVULGATI (nè ora, nè mai). Per utilizzare questo semplice servizio potete usare il menù di destra e premere il tasto “Registra il tuo viaggio”.
Viaggiare è una cosa stupenda, farlo in sicurezza lo rende ancora più bello. Ho deciso di creare questo piccolo form per darvi la possibilità di inviarci le informazioni sul vostro viaggio. Potete inserire tutti i dati di viaggio, inclusa una descrizione del vostro viaggio con appunti e tutto il resto. I vostri dati non saranno MAI divulgati a nessuno e saranno trattati nel rispetto della legge 196/2003. Io odio lo spam. Potete inserire numeri di emergenza o quanto altro. Appena avrete inviato tutto, vi verrà inviata una mail e le vostre informazioni saranno salvate nel vostro archivio. In caso di emergenza potrete recuperarle inviando una mail a:
Farò di tutto per inviarvele il prima possibile.
Vi consiglio di inserire nel campo descrizione il nominativo di qualche contatto di emergenza. Non si sa mai, la prudenza non è mai troppa.
{chronoforms5}DiariodiViaggio{/chronoforms5}
{jcomments off}
Buongiorno! Vorrei dare due tipi di avviso.
Oggi è un giorno importante per me. Farò il percorso con molta calma, devo effettuare una sosta (scusate il mistero ma sono ragioni personali). Lascerò un articolo questa sera anche se il viaggio è di sole 4 ore.
Chi mi segue sul satellite non riuscirà a localizzarmi oggi. Non è una mia scelta, ho avuto molto traffico in Internet e il rischio è di terminare tutti i dati in una botta sola (mancano solo 180Mb) che tra Whatsapp, notifiche Facebook e satellite sono niente. Vedrò di riattivare la linea intorno alle 12:00 circa.
C’è chi usa FaceBook, c’è chi usa le email, chi gli sms ma sapevate che esiste un social network dedicato ai motociclisti di tutto il mondo? Si chiama WeRide (clicca qui per il sito ufficiale) e si può usare tramite app per iPhone e Android.
Alcuni visitatori del vecchio blog si sono affezionati alla problematica del terminale Akrapovic e delle valigie laterali. In sostanza il problema è che, pur essendo di serie, il terminale Akrapovic risulta incompatibile con numerose valigie laterali. La difficoltà risiede, in fase di acquisto, nell’individuare eventuali incompatibilità. Il tema si è evoluto e l’attenzione è caduta su un prodotto GIVI che, all’epoca, era appena uscito: le celebri Outback Trekker. All’epoca avevo scritto un articolo dove esponevo alcune perplessità provenienti proprio da un confronto avuto direttamente con GIVI che, pur non potendo misurare direttamente le distanze con i telai, aveva espresso dubbi sulla compatibilità. Trovate l’articolo qui. Oggi un nostro vecchio lettore ha deciso di donarci le foto di un bauletto GIVI Outback Trekker montato su un F800GS 2014. Per il momento Alessio (questo è il nome del benefattore) ha preso solo il topcase e, credo, presto prenderà anche le laterali. Ha voluto condividere con noi la sua esperienza di prodotto che, mi sembra di capire, è molto positiva.